venerdì 28 novembre 2014

The Winds of Winter - Tyrion - Traduzione

Da qualche parte in lontananza, un uomo morente stava urlando il nome di sua madre.

“Ai cavalli!” un uomo urlava in Ghiscari, dal campo a nord di quello dei Secondi Figli, “Ai cavalli! Ai cavalli!” La sua voce, acuta e potente, risuonava in lontananza nell’aria del mattino, arrivando anche fuori da suo accampamento. Tyrion conosceva poche parole in Ghiscari, ma la paura nella voce dell’uomo sarebbe stata chiara in qualsiasi lingua. So come si sente.

Era ora di trovare il suo cavallo, Tyrion lo sapeva. Tempo di indossare l’armatura di qualche ragazzo morto, prendere una spada e un pugnale, infilarsi il vecchio elmo rovinato in testa. L’alba era arrivata, e un frammento di sole era visibile in lontananza dietro le mura e le torri della città, quasi accecante. All’ovest le stelle stavano scomparendo, una dopo l’altra. Trombe risuonavano lungo lo Skahazadhan, e corni da battaglia rispondevano da dietro le mura di Meereen. Una nave stava affondando nella foce del fiume, in fiamme. Draghi e cadaveri volavano nel cielo, mentre altre navi da guerra si scontravano e affondavano nella Baia degli Schiavisti. Tyrion non poteva vedere tutta la battaglia da dove si trovava, ma poteva sentire i suoni: lo scontro di cinghia contro cinghia di navi che si scontravano l’una contro l’altra, il profondo suono dei corni degli Uomini di Ferro e gli strani sibili di quelli di Qarth, lo scheggiarsi dei remi e le urla e i gridi di battaglia, asce contro armature, spade contro scudi, tutto frammezzato dalle urla dei feriti. Molte navi erano ancora lontane nella baia, e i loro suoni arrivavano a malapena, ma Tyrion li riconosceva lo stesso. Il suono della morte.
A trecento iarde da Tyrion si innalzava la Sorella Malvagia (I), con il suo lungo braccio pieno di cadaveri – chunk-THUMP – e i corpi stavano volando, nudi e gonfi, come dei pallidi uccelli. I campi d’assedio brillavano in un alone di rosa e oro, ma le famose piramidi a gradoni di Meereen s’innalzavano come ombre nere nella luce dell’alba. Qualcosa si muoveva sopra una delle piramidi, Tyrion notò. Un drago, ma quale? A questa distanza, sarebbe anche potuta essere un’aquila. Un’aquila molto grande.
Dopo giorni passati nascondendosi nelle tende polverose dei Secondi Figli, l’aria profumava di fresco e di pulito. Anche se non poteva vedere la Baia dalla sua posizione, l’odore del sale era abbastanza per capire che era vicina. Tyrion prese un lungo respiro, riempendosi i polmoni. Un bel giorno per una battaglia. Dall’est il suono dei tamburi si diffondeva fino ai campi di battaglia sulla pianura. Una colonna di uomini a cavallo passò velocemente attraverso l’Harridan, scortando le bandiere blue dei Windblown (II).
Se fosse stato un giovane, avrebbe potuto trovare tutto questo esilarante. Se fosse stato uno stupido, avrebbe potuto trovare tutto magnifico e glorioso, fino a quando qualche brutto soldato schiavo di Yunkai con anelli nei capelli non gli avesse piantato un’ascia in testa. Tyrion Lannister era abbastanza intelligente per capire che la battaglia non faceva per lui. Gli dei non mi hanno fatto per impugnare una spada, pensò tra sé e sé. Eppure continuano a mandarmi in mezzo a tutte le battaglie.
Ma nessuno lo stava ascoltando. Nessuno gli rispose; a nessuno importava.
Tyrion si ritrovò a pensare alla sua prima battaglia. Shae era stata la prima ad accorgersene, svegliata dal suono dei trombettieri di Lord Tywin, e all’improvviso la dolce puttana che gli aveva fatto compagnia per metà della notte aveva iniziato a tremare nuda e spaventata fra le sue braccia, come una bambina. O anche quella era una bugia, una trama per farmi sentire forte e coraggioso? Che attrice che era. Quando Tyrion aveva urlato per Podrick Payne, per farsi aiutare con la sua armatura, aveva trovato il ragazzo ancora addormentato. Non il ragazzo più sveglio che abbia mai incontrato, ma è stato uno scudiero decente, alla fine. Spero che abbia trovato un uomo migliore da servire.
Era strano, ma Tyrion ricordava la Forca Verde molto meglio della battaglia delle Acque Nere. Era la mia prima battaglia. La prima volta non si scorda mai. Si ricordava la nebbia sopra il fiume, la nebbia che aleggiava attraverso le canne come tante pallide dita. E la bellezza di quell’alba, si ricordava anche quello; stelle sparse attraverso un cielo porpora, l’erba che scintillava come vetro nella luce del mattino, lo splendore rosso del cielo dell’est. Si ricordava il tocco delle dita di Shae, mentre aiutava Pod con la sua armatura di fortuna. Quel maledetto elmo. Come un secchio con una punta. Quella punta l’aveva salvato, alla fine, gli aveva dato la sua prima vittoria, ma neppure Groat (III) e Penny erano mai sembrati più ridicoli quanto Tyrion quel giorno. Eppure Shae l’aveva chiamato ‘temibile’ una volta indossata l’armatura. Come ho fatto ad essere così cieco, così sordo, così stupido? Avrei dovuto fare di meglio che pensare con il cazzo.
I Secondi Figli stavano sellando i cavalli. Lo facevano lentamente, senza fretta, ma comunque efficienti; non era nulla che non avessero mai fatto un centinaio di volte prima d’ora. Alcuni di loro si stavano passando una borraccia di mano i mano, ma Tyrion non poteva dire se fosse acqua o vino. Bokkoko stava baciando il suo amante senza alcun pudore, una mano sul sedere del ragazzo, l’altra nei suo capelli. Dietro di loro, Ser Garibald stava spazzolando il manto del suo castrato. Kem sedeva su una roccia, osservando il terreno… probabilmente pensando alla morte di suo fratello, o magari di quell’amico lasciato ad Approdo del Re. Martello e Chiodo si muovevano da un uomo all’altro, controllando lance e spade, sistemando armature, affilando ogni lama che ne avesse bisogno. Snatch stava masticando delle foglie, facendo battute e grattandosi le palle con la sua mano a uncino. Qualcosa nell’uomo ricordava a Tyrion di Bronn. Ser Bronn delle Acque Nere ora, almeno che mia sorella non l’abbia già ucciso. Ma uccidere Bronn non è così facile come Cersei potrebbe pensare. Si chiese quante battaglie questi Secondi Figli avessero combattuto. Quante schermaglie, quanti saccheggi? Quante città hanno saccheggiato, quanti fratelli seppelliti o lasciati dietro a marcire? Paragonato a loro, Tyrion era un ragazzo verde, senza esperienza, anche se era più vecchio di metà della compagnia.
Questa sarebbe stata la sua terza battaglia. Stagionato e pieno di esperienza, ferito e pieno di cicatrici, sono proprio un guerriero. Ho ucciso degli uomini e feriti altri, ricevuto ferite e sopravvissuto per raccontarle. Ho guidato cariche, sentito uomini urlare il mio nome, uccisi altri molto più grossi di me, ho anche avuto qualche assaggio di gloria… e non è forse la morte il dolce vino degli eroi, non dovrei volere un altro sorso? E nonostante tutto quello che aveva fatto, e tutto quello che aveva visto, la semplice idea di un’altra battaglia era abbastanza per far ghiacciare il sangue nelle sue vene. Aveva viaggiato attraverso metà del mondo su una portantina, una nave e un maiale, attraversato il mare in navi schiaviste e galee, cavalcato cavalli e puttane, nel frattempo ripetendosi che non gli importava di vivere o morire… per poi trovare che gli importava, alla fine, e non poco.
Lo Straniero era salito in sella alla sua giumenta pallida (IV) e stava cavalcando verso di loro, spada in mano, ma a Tyrion Lannister non interessava incontrarlo di nuovo. Non adesso. Non ancora. Non oggi. Che imbroglione che sei, folletto. Hai lasciato che cento uomini stuprassero tua moglie, hai ucciso tuo padre con una balestra, strangolato la tua amante con una catena d’oro finchè la sua faccia non è diventata nera; e nonostante tutto ancora pensi di meritarti di vivere.
Penny era già nella sua armatura quando Tyrion tornò dentro nella tenda che condividevano. Aveva passato anni nella sua armatura di legno nei suoi spettacoli; una vera armatura di maglia non era così differente quando sapevi come indossarla e dove legarla. E se l’acciaio era arrugginito e rovinato in certi punti, non importava. Era comunque abbastanza per fermare una spada.
L’unico pezzo che ancora non aveva indossato era l’elmo. Quando Tyrion entrò, Penny si girò a guardarlo. “Dov’è la tua armatura? Che sta succedendo?”
“Il solito. Fango e sangue ed eroismo, uccisioni e morte. C’è una battaglia nella baia, un’altra sotto le mura, e gli uomini di Yunkai sono circondati da nemici. I combattimenti più vicini sono a una buona lega da qui, ma arriveranno da noi presto,” Da una parte o dall’altra. I Secondi Figli erano pronti per cambiare padroni di nuovo, Tyrion ne era quasi sicuro… anche se c’era un abisso fra ‘sicuro’ e ‘quasi sicuro’. Se ho sbagliato a giudicare, siamo tutti morti. “Mettiti l’elmo, e assicurati che sia ben saldo. Una volta mi tolsi l’elmo per non affogare, e ci ho rimesso il naso.” Tyrion si portò una mano al viso, toccando la sua cicatrice.
“Devi prima metterti la tua armatura.”
“Se così desideri. Prima il giustacuore, poi la pelle bollita, con le borchie di ferro. La maglia sopra, e poi la gorgiera.” Si guardò intorno. “C’è del vino?”
“No.”
“Era rimasto mezzo flacone ieri dopo cena.”
“Un quarto di flacone, e l’hai finito tutto.”
Tyrion sospirò. “Venderei mia sorella per un calice  di vino.”
“Tu venderesti tua sorella per un calice di piscio di cavallo.” La battuta era così inaspettata che lo fece ridere. “Lo dici perché il mio amore per il piscio di cavallo è così diffuso, o perché hai incontrato mia sorella?”
“L’ho vista solo una volta, quando abbiamo giostrato al matrimonio del re. Groat (III) pensava che fosse bellissima.”
Groat era un piccolo sgorbio con un nome ridicolo. “Solo un folle va in battaglia sobrio. Plumm avrà del vino da qualche parte. Che succederà se muore in battaglia? Sarebbe un crimine sprecarlo.”
“Smetti di parlare, devo allacciare questo giustacuore.”
Tyrion provò a stare zitto, ma gli sembrava che i suoni della battaglia fossero più vicini, e non riuscì a trattenersi. “Faccia di Budino (V) vuole usare questa compagnia per rimandare gli uomini di ferro a mare,” disse a Penny, mentre lo vestiva. “Quello che avrebbe dovuto fare, invece, sarebbe stato di mandare tutti i suoi cavalli contro gli eunuchi, in carica, prima che potessero uscire dai cancelli. Mandare i Gatti dalla sinistra, e i Windblown (II) dalla destra, andare contro i loro fianchi da entrambe le parti. Uomo contro uomo, gli Immacolati non sono meglio o peggio di ogni altro soldato con una lancia. E’ la disciplina a renderli pericolosi, ma se non possono mettersi in formazione…”
“Alza le braccia,” disse Penny. “Ecco, così va meglio. Magari dovresti essere te a comandare gli uomini di Yunkai.”
“Usano schiavi come soldati, perché non dovrebbero usare schiavi come comandanti? Però così rovinerebbero la gara. Questo è solo un gioco di cyvasse per i Saggi Padroni, noi siamo i pezzi.” Tyrion inclinò la testa da un lato, pensando. “Hanno questo in comune con il lord mio padre, questi schiavisti.”
“Tuo padre? Che cosa vuoi dire?”
“Stavo solo ricordando la mia prima battaglia. La Forca Verde. Stavamo combattendo fra un fiume e una strada, e quando vidi per la prima volta l’esercito di mio padre muoversi, mi colpì il fatto che fosse così bello. Come un fiore che apriva i suoi petali al sole. Una rosa cremisi con spine di ferro. E mio padre, ah, non era mai sembrato più splendente. Aveva quest’armatura cremisi, con un mantello enorme, fatto di tessuto d’oro. Un paio di leoni dorati sulle spalle, un altro sul suo elmo. Il suo stallone era magnifico. Lord Tywin guardò tutta la battaglia in sella a quel cavallo, e non si avvicinò più di cento iarde a nessun nemico. Non si muoveva, non sorrideva, non sudò neanche mentre migliaia di uomini morivano tutto intorno a lui. E immagina me, seduto su una sedia da campo, giocando a cyvasse. Potremmo quasi essere gemelli, io e lui, se solo avessi un cavallo, un’armatura cremisi e un mantello dorato. E lui era più alto di me, ma io ho più capelli.”
Penny lo baciò.
Si mosse così velocemente che Tyrion non ebbe tempo di pensare. Si avvicinò, veloce come un uccello, e premette le sue labbra su quelle di Tyrion. E poi si staccò, velocemente come si era avvicinata. Cos’era quello? Tyrion chiese quasi, ma sapeva cos’era, e perché l’aveva fatto. Grazie, avrebbe potuto dire, ma poi Penny avrebbe potuto farlo di nuovo. Bambina, non voglio farti del male, avrebbe potuto provare a rispondere, ma Penny non era una bambina, e la sua gentilezza l’avrebbe ferita lo stesso. Per la prima volta in anni, Tyrion Lannister non sapeva cosa dire.
E’ così giovane, pensò. Una ragazza, nient’altro. Una ragazza, e quasi carina, se riesci a dimenticarti che è una nana. I suoi capelli erano di un marrone caldo, spessi e mossi, i suoi occhi grandi e pieni di fiducia. Troppa fiducia.
“Lo senti quel rumore?”
Anche lei l'aveva sentito. "Cos'è stato?" chiese mentre cercava di allacciarsi un paio di gambali fuorimisura sulle sue corte e tozze gambe.

"Guerra. Su entrambi i lati dello schieramento e a non più di una lega da noi. Questo è il suono del massacro, Penny. Questo è il suono degli uomini che cadono nella polvere, mentre le loro viscere sgusciano fuori. Questo è il suono di arti mozzati, ossa rotte e pozze di sangue. Lo sai quanti vermi sputano dopo una pioggia abbondante? Io ho sentito dire che fanno lo stesso dopo una grande battaglia, se il terreno è inzuppato di sangue. Questo è il suono dello Sconosciuto, Penny. Il Capro Nero, la Pallida Fanciulla, Colui dai molti Volti, chiamalo come vuoi, questa è la morte che avanza."

"Mi stai spaventando!"

"Ah si? Bene. Dovresti esserlo. Abbiamo gli Uomini di Ferro che stanno per sbarcare, mentre ser Barristan e i suoi Immacolati sono fuori dai cancelli, con noi in mezzo, che combattiamo dalla parte sbagliata. Io sono terrorizato."

" Se è così perchè ci scherzi sopra?"

"Perchè ridere è l'unico modo per tenere la paura lontana. Un altro modo è il vino."

"Tu sei coraggioso. Anche i nani possono essere coraggiosi."

Mio gigante di Lannister, questo Tyrion udiì. Mi sta prendendo in giro. Stava per schiaffeggiarla di nuovo. La testa gli pulsava.

"Non era mia intenzione spaventarti." disse Peny "Perdonami. Sono solo spaventanta." e gli prese la mano.

Tyrion si allontanò da lei.  Ero spaventata. Queste sono le stesse parole che mi diceva Shae. I suoi occhi erano grandi come il mare, e io mi sono lasciato affogare in quegli occhi. Sapevo cos'era. Avevo detto a Bronn di portarmi una donna, e lui mi ha portato Shae.
Le sue mani si strinsero a pugno e la visione di Shae svanì prima che iniziasse a sogghignare. La catena si stringeva attorno alla sua gola, le mani d'oro che affondavano nella sua carne, mentre le mani di Shae cercavano debolmente di afferargli la faccia. Se avesse avuto una catena in mano in quel momento, una balestra, un pugnale, qualsiasi cosa, avrebbe sicuramente...
Fu solo allora che udì le urla.  Era stato preso da una rabbia furibonda, smarrendosi in una mare di brutti ricordi, ma le urla lo avevano riportato alla realtà in un attimo. Aprì le mani, fece un respiro e si allontanò da Penny."Sta succedendo qualcosa." E uscì fuori dalla tenda per scoprire cosa.  
Draghi.

Il bestione verde volava sopra la baia, girandosi attorno e virando ogni volta che le navi lunghe e le galee sotto di lui si scontravano, ma era il drago bianco che i mercenari guardavano con aria sbalordita. Trecento iarde più in la le Sei Sorelle facevano partire il loro braccio e chunk-THUMP, e sei nuovi corpi volarono nel cielo. Si alzarono sempre più in alto, finchè due furono avvolti dalle fiamme.

Il drago afferrò un corpo bruciato poco prima che iniziasse a precipitare in basso, e iniziò a masticarlo mentre nella sua mandibola pallide fiamme sbuffavano attraverso i denti.
Ali bianche fendettero l'aria del mattino, e la bestia iniziò a prendere quota. Il secondo cadavere sfuggì all'artiglio del drago e cadde in basso atterrando in mezzo ad alcuni Yunkai a cavallo, spargendo panico e fiamme. Un cavallo si impennò e disarcionò il suo cavaliere, gli altri iniziarono a correre cercando di spegnere le fiamme, ottenendo l'effetto contrario. Tyrion Lannister poteva vedere il panico diffondersi per tutto l'accampamento.

L'acre e permeante odore di urina riempì l'aria. Il nano si guardò attorno e fu sollevato nel vedere che era stato Kasporio a pisciarsi sotto, non lui.
"Faresti meglio a cambiarti" gli disse Tyrion " e già che ci sei cambiati anche la cappa".
L'ufficiale pagatore impallidì ma non si mosse.
Era ancora lì in piedi, a guardare impietrito il drago afferrare i cadaveri in aria, quando il messaggero entrò sbattendo i piedi.
Un comandante schiavista, giudicò Tyrion in un occhiata. Era rivestito da un armatura dorata e montava un cavallo anch'esso in corazza d'oro. Annunciò a voce alta che era stato inviato dal comandate supremo degli Yunkai, il nobile e possente Gorzhak zo Eraz. "Lord Gorzhak manda i suoi saluti al Capitano Plumm e gli ordina di spostare la compagnia sulla spiaggia della baia. La nostra flotta è sotto attacco."

Le tue navi sono già affondate, bruciate o scappate, pensò Tyrion. Le tue navi sono già state prese, i tuoi uomini già sgozzati. Era un Lannister di Castel Granito, non molto lontano dalle Isole di Ferro. I predoni di ferro non erano degli sconosciuti per le sue terre. Nel corso dei secoli avevano dato fuoco a Lannisport almeno tre volte, e almeno due dozzine di volte l'avevano saccheggiata. Gli uomini del Continente Occidentale sapevano di cosa erano capaci gli Uomini di Ferro, gli Schiavisti lo stavano imparando ora.

"Il Capitano non è qui al momento." Kasporio rispose al messaggero "E' andato ad incontrare la 'Girl General'."

Il cavaliere indicò il sole. "Il comando di Lady Melazza è terminato con il sorgere del sole. Fate come Lord Gorzhak vi ha ordinato."
"Attaccare la flotta dei calamari, intendi? L'unica flotta rimasta a galla la fuori." L'ufficiale pagatore si accigliò. "Per quanto mi riguarda non vedo come sia possibile, comunque sia appena Ben Plumm tornerà gli dirò cosa gli ha comunicato Gorzhak."
"Io ti ho dato un ordine. E tu lo eseguirai ora!"
"Noi prendiamo ordini solo dal nostro capitano." Rispose Kasporio nel suo solito tono conciliante "E lui non è qui ora, te l'ho già detto."
Tyrion notò come il messaggero avesse ormai perso la pazienza. "La battaglia è già cominciata, il vostro comandante dovrebbe essere qui con voi."
"Dovrebbe esserci, ma non c'è, la lady lo ha mandato a chiamare, e lui se n'è andato."
Il messaggero diventò rosso di rabbia. "Tu devi eseguire gli ordini!"

"Sono dolente,padrone." Disse al cavaliere Yunkai. "Ma qui siamo tutti uomini a cavallo, come anche milord. Ora un cavallo da guerra ben addestrato può caricare un muro di lance. Alcuni possono saltare un fossato in fiamme. Ma nemmeno una volta ho visto un cavallo correre sull'acqua."
"Le navi stanno facendo sbarcare dei soldati." Gridò il messaggero Yunkai. "Hanno bloccato la foce dello Skahadhan con una nave in fiamme, e ogni istante che perdi qui a parlare centinaia di spade sbarcano sulle rive del fiume. Raduna i tuoi uomini e respingili in mare. Immediatamente! Gorzhak te lo ordina!"
"Chi è Gorzhak?" chiese Kem "E' il Coniglio?"
"Faccia di budino" disse Kasporio. "Il Coniglio non è così folle da mandare la cavalleria leggera contro le navi lunghe".

Il cavaliere aveva sentito abbastanza. "Informerò Gorzhak zo Eraz che ti sei rifiutato di eseguire i suoi ordini." Disse bruscamente. Giurò il suo cavallo e se ne galoppò via da dove era venuto, accompagnato da uno scoppio di risate da parte dei mercenari.

Kasporio fù il primo a smettere di sorridere."Basta!" disse improvvisamente serio."Torniamo a noi. Sellate i cavalli, voglio tutti gli uomini pronti a partire non appena Ben Plumm tornerà con i suoi ordini. E spegnete quel fuoco. Potrete spezzare il digiuno dopo la battaglia, se vivrete fino ad allora." Il suo sguardò si posò su Tyrion. "Perchè sogghigni? Sembri un idiota con quella armatura, Mezzouomo."
"Meglio sembrare un idiota che esserlo." rispose il nano. "Siamo dalla parte sbagliata."
"Il Mezzouomo ha ragione". disse Jorah Mormont. "Non vogliamo combattere per gli Schiavisti quando Daenerys ritornerà, e state pur certi che ritornerà, non commettete questo errore. Colpite ora e colpite forte, e la regina non lo dimenticherà. Trovate i suoi ostaggi e liberateli. E io vi giuro sul mio onore e sull'onore della mia casata che questo era il piano di Ben Plumm fin dall'inizio."

Sulle acque della Baia degli Schiavisti, un'altra delle galee di Quarth fù affolta da un improvvisa folata di fiamme. Tyrion potè udire gli elefanti barrire ad est. Le braccia delle Sei Sorelle, si alzarono e si abbassarono, lanciando corpi. Scudi si scontrarono con altri scudi, così come due muri di lance si scontrarono sotto le mura di Mereen.
I draghi aleggiavano sulle loro teste, la loro ombra aleggiava sulle teste rivolte all'insù sia degli amici che dei nemici.
Kasporio poggiò le mani sul tavolo e si alzò. "Io tengo i libri contabili, e sorveglio il nostro oro. Io redigo i contratti, pago il vostro stipendio, mi accerto che abbiamo oro a sufficienza per le nostre provviste. Io non posso decidere chi combattere e quando. Quello spetta deciderlo a Ben Plumm. Ne riparliamo quando ritorna."

Nel momento in cui Ben Plumm e i suoi commilitoni tornarono dall'accampamento della 'Girl General' il drago bianco era tornato in volo nel suo covo, in cima a Mereen. Il drago verde era ancora in cerca di preda, librandosi in volo sulla città e sulla baia, agitando le sue grandi ali verdi.

Ben Plumm il Marrone indossava una piastra metallica su un giubbotto di cuoio bollito. La cappa di seta che gli svolazzava sulle spalle era la sua unica concessione alla vanità: ondulava ad ogni movimento, con il colore che cambiava da pallido viola a rosso porpora. Smontò da cavallo e disse a Snatch di radunare i suoi ufficiali
"Digli di fare in fretta" aggiunse Kasporio l'Astuto.
Tyrion non era nemmeno un sergente, ma grazie al gioco del cyvasse era diventato una presenza familiare nella tenda di Ben, e nessuno tentò di fermarlo quando entrò nella tenda assieme agli altri. Oltre a Kasporio e Calamaio, tra i convocati c'erano anche Uhlan e Bokkoko. Il nano fu sorpreso di trovare ser Jorah Mormont insiem agli altri.
"Ci hanno ordinato di difendere le Wicked Sister". Ben il Marrone informò gli altri. Gli uomini si scambiarono sguardi inquieti. Nessuno sembrava voler parlare, finchè ser Jorah chiese, "Chi c'è l'ha ordinato?"
"La Ragazza. Ser Nonno sta marciando verso l'Harridan, ma lei teme che poi abbia intenzione di dirigersi verso le Wicked Sister. Ghost è già stata abbattuta, i liberti di Marseleen hanno messo in fuga le Lunghe Lance come un bastone marcio. La 'Girl General' crede che Selmy abbia intenzione di distruggere tutte le catapulte."

"E' quello che avrei fatto io al suo posto." disse ser Jorah. "Solo che l'avrei fatto prima."

"Perchè la 'Girl General' è ancora al comando?" Kasporio sembrava disorientato. "L'alba è arrivata e se n'è andata. Non lo ha visto il sole? Si comporta come se fosse lei il Comandate Supremo."

"Se fossi in lei, e sapessi che Faccia di Budino stia per assumere il comando, anche tu continueresti a dare ordini." disse ser Jorah.

"Uno non è meglio dell'altro." insistette Kasporio.

"Vero. Ma Malazza ha belle tette." replicò Tyrion.

"Per tenere le Wicked Sister, ci servono balestre, scorpioni e mangani." disse Calamaio. "Non si utilizzano uomini a cavallo per tenere una posizione fissa. Se così non fosse perchè non usa le sue lance o i suoi frombolieri?"

----[parte mancante nel testo orginale]----

"Gli Immaccolati stanno avanzando verso Harpy's Daughter (una delle catapulte)." annunciò il messaggero. "BarbaInsanguinata e due legioni Ghisgari sono stati mandati a fermarli. Mentre loro tengono la posizione, voi dovete spostarvi dietro gli eunuchi, e attaccare la loro retroguardia, non risparmiando nessuno. Questi sono gli ordini del nobile e valoroso Morghar zo Zherzyn Supremo Comandante Yunkai."

"Morghar?" Kasporio si accigliò. "No Gorzhak è al comando oggi."

"Gorzhak zo Eraz è morto, ucciso dal tradimento dei Pentoshi. Il voltagabbana che fa chiamare se stesso il Principe Straccione morirà urlando per questa infamia, così ha promesso il nobile Morghar."

Ben il Marrone si grattò la barba "La Compagni del Vento ha cambiato schieramento, eh?" disse quasi disinteressato.

Tyrion ridacchiò. "Abbiamo scambiato Faccia da Budino per il Conquistatore Ubriaco. E' un miracolo che si sia riuscito ad allontanare abbastanza dalla bottiglia per riuscire a dare qualche mezzo comando sensato."

Lo Yunkai sfolgorò il nano con lo sguardo. "Tieni a freno la lingua, tu schifoso piccolo [censored]." L'invettiva del messaggero continuò. "Questo insolente nano è uno schiavo fuggito." dichiarò sdegnato. "Lui è di proprietà del nobile Yezzan zo Qaggaz, venerata sia la sua memoria."

"Sei in errore. Lui è un mio fratello in armi. Un uomo libero ed un Secondo Figlio. Gli schiavi di Yezzan indossavano collari d'oro." Ben Plumm gli elargì un sorriso sardonico. "Collari d'oro, con piccole campanelle. Tu hai sentito qualche campana? Io no."

"I collari possono essere rimossi. Io chiedo che il nano mi sia consegnato per essere giustiziato."

"Questo mi sembra crudele. Jorah, tu che ne pensi?"
"Questo." La spada lunga di ser Jorah comparve nella sua mano. Non appena il cavaliere si voltò verso di lui, Mormont gli conficcò la lama nella gola. Lo trafisse da parte a parte, il punto della nuca in cui la lama uscì divenne umido e rosso. Bolle di sangue uscirono dalle sue labbra e gli colarono sul mento. L'uomo fece due incerti passi, e crollò sulla tavola da cyvasse, sparpagliando le armate di legno dovunque. Si agitò un altro paio di volte, cercando di afferrare con una mano la lama della spada di Mormont, mentre con l'altra afferrava debolmente la tavola da cyvasse rovesciata. Solo allora lo Yunkai sembrò realizzare che era morto. Giaceva a faccia in giù sul tappeto, tra un grumo di sangue rosso e unte {rose} nere. Ser Jorah estrasse la spada dal collo dell'uomo morto. Una pioggia di sangue cosparse ognicosa.

Il drago bianco del cyvasse andò a finire vicino ai piedi di Tyrion. Lo raccolse dal tappeto, e cercò di pulirlo strofinandolo sulla sua manica, ma il sangue dello Yunkai si era infiltrato nelle sottili scalanature d'intaglio, di modo che il legno bianco e levigato sembrava venato di rosso.

"Inneggiamo tutti alla nostra amata regina Daenerys."

Morta o viva che sia. Lanciò in aria il drago, lo riprese e sogghingnò.

"Siamo sempre stati uomini della regina." annunciò Ben Plum. "Riunirsi agli Yunkai era solo una messinscena."

"E che ingegnosa messainscena è stata." Tyrion diede un colpo con il suo stivale all'uomo morto. "Se quella corazza è della mia taglia, la voglio."

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Per leggere il primo capitolo di 'The Winds of Winter' su Theon clicca qui.
Traduzione integrale in italiano, dell' estratto del capitolo su Tyrion dal nuovo libro di prossima uscita di G.R.R. Martin, "The Winds of Winter" - Gli altri capitoli e anticipazioni saranno pubblicati prossimamente.
Versione originale: Excerpt from the Tyrion chapter
Tradotto da questo blog - Release chapters - Data di pubblicazione: 2014
Tratto dalla saga Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco vol.13
A Song of Ice and Fire Book n.6 ITA